Il disturbo bipolare

Disturbo bipolare Rieti

Il disturbo bipolare o bipolarismo, definito anche Sindrome Maniaco-Depressiva, è una patologia molto seria, che consiste nell'alternanza di fasi depressive a fasi ipomaniacali o maniacali.

Chi ne soffre può essere al settimo cielo in un periodo e cadere nella disperazione più profonda in un altro, senza un reale o apparente motivo; questo può verificarsi anche più volte durante l’arco di tutta la vita. Si tratta di gravi alterazioni dell’umore, delle emozioni e dei comportamenti, che possono avere una durata piuttosto variabile.

Secondo il National Institute of Mental Health, vi sarebbero determinati fattori genetici, che interagendo con l’ambiente esterno in cui si vive, favorirebbero lo sviluppo della patologia. I primi sintomi sembrano manifestarsi, con maggiore frequenza, nel periodo adolescenziale, per poi acutizzarsi in età adulta.

Può essere una condizione più o meno invalidante per il soggetto che ne è affetto, nel senso che può pregiudicare, in maniera più o meno preponderante, lo svolgimento delle attività quotidiane.

Con questo si intende:

  • la capacità di mantenere un lavoro;
  • la capacità di mantenere una rete di relazioni sociali e sentimentali;
  • la capacità di riposare adeguatamente;
  • la capacità di alimentarsi in maniera adeguata, ma non eccessiva.

Nei casi in cui queste capacità risultino parzialmente o totalmente compromesse, ne deriva la gravità della condizione psicopatologica.

Il passaggio dall'umore depresso, all'umore maniacale può essere: molto repentino, graduale, oppure intervallato da umore normale.

Durante le fasi depressive il paziente può presentare il tono dell’umore molto basso, dormire tanto, mangiare poco o tantissimo, non avere voglia di intrattenere relazioni sociali o di andare a lavoro.

Nei casi più gravi il paziente può presentare grandi difficoltà ad alzarsi dal letto e prendersi cura della propria igiene personale.

Nelle fasi maniacali, invece, il paziente risulta particolarmente loquace, può risultare logorroico e può essere difficile da seguire quando parla, in quanto salta da un argomento all’altro, senza mantenere un filo logico, che risulti comprensibile per l’interlocutore.

Il bisogno di sonno si riduce tanto e, nei casi più gravi, arriva addirittura a scomparire.

Il soggetto durante questa fase spesso è iper-impegnato in diverse attività: può essere iperproduttivo al lavoro, intrattenere molte relazioni sociali, essere brillante e carismatico.

Generalmente in questa fase, i soggetti bipolari tendono ad iniziare nuove attività che, non sempre poi, portano a termine.

Da quanto si può vedere, si tratta di un disturbo eterogeneo che si può manifestare con sintomi ed intensità diverse, da persona a persona.

L’esordio può presentarsi con un grave episodio maniacale, oppure essere più lieve e alternare fasi di sintomi ipomaniacali a lievi sintomi depressivi. Si tratta di una patologia molto delicata da trattare, che si presenta con un decorso cronico.

Il disturbo bipolare necessita di un intervento mirato e soprattutto tempestivo, specie se si considera l’elevato rischio di suicidio a cui il soggetto è sottoposto e i gravi danni che il paziente può arrecare alle persone vicine, familiari, amici, colleghi, etc.

Il lavoro dello psicoterapeuta con un paziente affetto da bipolarismo

Una volta diagnosticato il disturbo bipolare, lo psicoterapeuta ha il dovere di chiarificare la condizione al paziente, proponendogli anche un consulto psichiatrico, per valutare la giusta terapia farmacologica.

Contemporaneamente programmare un adeguato percorso di psicoterapia che aiuti il paziente a prendere piena consapevolezza di sé e della propria condizione psicopatologica, cercando di motivare il paziente a non sfruttare ciò che S. Freud chiamava il vantaggio secondario della malattia, intendendo con questo, l'atteggiamento tipico di molti pazienti, affetti da disturbi psicopatologici, ad interpretare il ruolo di vittima incolpevole, creandosi l’alibi per essere compatiti, senza fare nulla per cercare di migliorare la propria condizione.

Un lavoro psicoterapico che punti al miglioramento della condizione è possibile, ma necessità di grande impegno, sia da parte del paziente che del terapeuta stesso.

Il percorso consiste nell'insegnare al paziente a riconoscere i propri stati psico-fisici in cui si trova, in maniera tale da cercare di capire in anticipo che tipo di fase stia vivendo, cercando di prevenire possibili azioni nocive per sé e per gli altri.

Inoltre, il terapeuta può e deve lavorare modificando gli stili di pensiero disfunzionali ed irrazionali del paziente, deve educarlo alla gestione della propria emotività, che talvolta può diventare incontrollata.

In ultima analisi, è opinione di chi scrive, che il lavoro più importante consista nel rendere il paziente quanto più consapevole possibile della propria condizione, insegnandogli ad accettarla fino in fondo, perché, anche se tenuta sotto controllo, non è prevedibile conoscerne la durata.


Dott.ssa Cinzia Cenciarelli e Dott. Gianpiero Capuano
Psicologi Psicoterapeuti - Rieti

Dott.ssa Cinzia Cenciarelli
Psicologa Psicoterapeuta a Rieti

Iscrizione alla Sezione A dell'Albo degli Psicologi di Abruzzo con delibera del 19/10/2010n. 1791
Laurea specialistica in Psicologia applicata, clinica e della salute, con indirizzo in psicologia clinica e dinamica
P.I. 01864460660

 

Dott. Gianpiero Capuano
Psicologo Psicoterapeuta a Rieti

Iscritto all'Ordine degli Psicologi della Regione Abruzzo dal 22/03/2011n. 1848
Laurea specialistica in Psicologia applicata, clinica e della salute, con indirizzo in psicologia clinica e dinamica
P.I. 01864470669

 

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